Il moto dei corpi

Cinematica interattiva — MRU, MRUA, caduta libera e moto parabolico

0/5

La cinematica: descrivere il moto

La cinematica è la parte della meccanica che descrive il moto dei corpi — come cambiano posizione, velocità e accelerazione nel tempo — senza chiedersi quali forze lo producano (di questo si occupa la dinamica).

Per semplificare, il corpo si schematizza come punto materiale: un oggetto di dimensioni trascurabili rispetto al percorso, di cui interessa solo la posizione. La linea che il punto descrive nello spazio è la traiettoria.

Il moto è sempre relativo: esiste solo rispetto a un sistema di riferimento. Un passeggero è fermo rispetto al treno ma in moto rispetto alla stazione. Scegliere il riferimento (origine, asse, verso positivo) è il primo passo di ogni problema.

Le due relazioni che governano tutta la cinematica del punto sono la definizione di velocità e di accelerazione:

In queste pagine studierai quattro moti fondamentali, dal più semplice (velocità costante) alla traiettoria curva del moto parabolico. Ogni argomento è diviso in quattro parti: Teoria, Simulazione interattiva, Esercizi graduati e Quiz.

Le grandezze del moto

Posizione, spostamento e spazio percorso

La posizione s individua dove si trova il punto sulla traiettoria rispetto all'origine. Lo spostamento Δs = s − s₀ è la variazione di posizione (ha un segno, dipende solo da inizio e fine). Lo spazio percorso è invece la lunghezza effettiva del cammino: coincide con |Δs| solo se il moto non cambia verso.

Velocità

La velocità media misura quanto rapidamente cambia la posizione: v = . La velocità istantanea è la velocità in un preciso istante (quella del tachimetro). La velocità è una grandezza vettoriale: ha intensità, direzione e verso (in una dimensione, un segno + o −).

Accelerazione

L'accelerazione misura quanto rapidamente cambia la velocità: a = . Se a ha lo stesso verso di v il moto accelera; se ha verso opposto, il moto rallenta (decelerazione).

Unità di misura (Sistema Internazionale)

GrandezzaSimboloUnità SI
tempotsecondo (s)
posizione / spostamentos, Δsmetro (m)
velocitàvm/s
accelerazioneam/s²
Conversione utile: 1 m/s = 3,6 km/h. Per passare da km/h a m/s si divide per 3,6; da m/s a km/h si moltiplica per 3,6. Esempio: 90 km/h = 90 / 3,6 = 25 m/s.

Un percorso storico

Per quasi duemila anni descrivere il moto è stato un problema irrisolto. La svolta arriva con Galileo, che per primo lo studia con misure ed esperimenti invece che con la sola filosofia.

Aristotele (384 – 322 a.C.)

Distingue moto «naturale» e «violento» e sostiene — erroneamente — che i corpi più pesanti cadano più velocemente e che serva una forza per mantenere il moto. Le sue idee, pur sbagliate, dominano il pensiero fino al Rinascimento.

Oresme e la scuola di Oxford (XIV sec.)

I «Calcolatori» del Merton College enunciano il teorema della velocità media: un moto uniformemente accelerato percorre lo stesso spazio di un moto uniforme alla velocità media. Nicola Oresme lo dimostra graficamente, inventando di fatto i diagrammi del moto (la velocità in funzione del tempo): l'area sotto il grafico è lo spazio percorso.

Galileo Galilei (1564 – 1642)

Fonda la cinematica moderna. Con il piano inclinato «diluisce» la caduta per poterla misurare e scopre che, partendo da fermo, lo spazio è proporzionale al quadrato del tempo (s ∝ t²) e cresce come i numeri dispari (1, 3, 5, 7…). Dimostra che, trascurando l'aria, tutti i corpi cadono con la stessa accelerazione, indipendentemente dalla massa. Compone poi moto orizzontale uniforme e caduta verticale spiegando la traiettoria parabolica dei proiettili. Pubblica tutto nei Discorsi e dimostrazioni matematiche (1638).

Isaac Newton (1642 – 1727)

Nei Principia (1687) collega la cinematica alle sue cause: le tre leggi della dinamica. Il principio d'inerzia spiega perché un corpo indisturbato prosegue di moto rettilineo uniforme, e la relazione F = ma spiega perché una forza costante produce accelerazione costante. La descrizione del moto diventa parte di una teoria unica.

Ogni argomento di questi appunti nasce da questa storia: l'MRU è il moto del principio d'inerzia, l'MRUA e la caduta libera sono le scoperte di Galileo, il moto parabolico è la sua composizione dei moti, e i grafici che userai sono l'eredità di Oresme.

Argomenti

Moto rettilineo uniforme (MRU)

Un punto materiale si muove di moto rettilineo uniforme quando la sua traiettoria è una retta e la sua velocità è costante in intensità e verso. Di conseguenza l'accelerazione è nulla:

«Uniforme» significa che il punto percorre spazi uguali in intervalli di tempo uguali: 5 m ogni secondo, sempre.

Legge oraria

La legge oraria dà la posizione in funzione del tempo. Partendo dalla definizione v = = si ricava:

dove s₀ è la posizione iniziale (all'istante t = 0) e v la velocità (con il suo segno).

I grafici del moto

Il diagramma spazio–tempo (s–t) è una retta: la sua pendenza è la velocità. Più è ripida, più il moto è veloce; se scende, la velocità è negativa.

Il diagramma velocità–tempo (v–t) è una retta orizzontale. L'area compresa tra la retta e l'asse dei tempi è lo spostamento:

Il verso della velocità

In una dimensione il verso è un segno. Con v > 0 il punto avanza verso posizioni crescenti; con v < 0 torna indietro. Nel MRU velocità media e velocità istantanea coincidono sempre.

Attenzione alla velocità media su un intero viaggio: se un tratto è veloce e uno lento, la velocità media non è la media delle due velocità, ma spazio totale diviso tempo totale.

Regola posizione iniziale e velocità, poi premi Avvia. Osserva come la posizione cresce in modo regolare: il grafico s–t è una retta, il grafico v–t è orizzontale.

Velocità v Posizione s

Spazio – tempo (s–t)

Velocità – tempo (v–t)

Tempo t0,0 s
Posizione s m
Velocità v m/s
Spazio perc. m
0,0 s

Moto rettilineo uniformemente accelerato (MRUA)

Un punto si muove di moto uniformemente accelerato quando la traiettoria è rettilinea e l'accelerazione è costante. La velocità non è più costante: cambia della stessa quantità in ogni secondo.

Legge della velocità

Dalla definizione a = , con velocità iniziale v₀, si ottiene una relazione lineare nel tempo:

Legge oraria (posizione)

La posizione cresce con un termine quadratico nel tempo:

Poiché in questo moto la velocità varia in modo lineare, la velocità media è la media aritmetica di quella iniziale e finale:

Equazione senza tempo (Torricelli)

Combinando le due leggi ed eliminando t si ottiene una relazione che lega velocità e spazio, utile quando il tempo non è noto:

I grafici del moto

Il diagramma v–t è una retta inclinata: la sua pendenza è l'accelerazione, l'area sotto di essa è lo spostamento. Il diagramma s–t è un arco di parabola, sempre più ripido (moto accelerato) o sempre meno ripido (moto decelerato).

Decelerazione: il moto rallenta quando a ha verso opposto a v (segni diversi). Non basta che a sia «negativa»: conta il confronto con il verso della velocità.
Legge dei numeri dispari (Galileo): partendo da fermo, gli spazi percorsi in secondi successivi stanno come 1 : 3 : 5 : 7 …, perché lo spazio totale cresce come t².

Imposta velocità iniziale e accelerazione. Con segni concordi il moto accelera, con segni discordi rallenta e può invertire il verso. Il grafico v–t è una retta, il grafico s–t una parabola.

Velocità v Accelerazione a

Velocità – tempo (v–t)

Spazio – tempo (s–t)

Tempo t0,0 s
Posizione s m
Velocità v m/s
Acceleraz. a m/s²
0,0 s

Caduta libera e moto verticale

Vicino alla superficie terrestre, trascurando la resistenza dell'aria, tutti i corpi cadono con la stessa accelerazione, diretta verso il basso, detta accelerazione di gravità:

È la grande scoperta di Galileo: l'accelerazione di caduta non dipende dalla massa. Una piuma e un martello, nel vuoto, toccano terra insieme. Il moto verticale è quindi un MRUA con accelerazione g: valgono tutte le formule già viste.

Caduta libera da fermo

Un corpo lasciato cadere (v₀ = 0). Conviene prendere positivo il verso del moto (verso il basso), così a = +g. Dette h l'altezza di caduta e t il tempo:

Da queste si ricavano il tempo di caduta e la velocità con cui arriva a terra:

Lancio verso l'alto

Se il corpo è lanciato verso l'alto con velocità iniziale v₀, conviene prendere positivo il verso verso l'alto: allora l'accelerazione è opposta al verso positivo, a = −g. Le leggi diventano:

Il corpo sale rallentando, si ferma un istante (v = 0) nel punto più alto, poi ricade accelerando. Nel punto più alto:

Simmetria del moto: il tempo di salita è uguale al tempo di discesa, e il corpo ripassa da ogni quota con velocità di uguale intensità ma verso opposto. Il tempo totale di volo (ritorno al punto di lancio) è .
La velocità cambia di continuo, ma l'accelerazione resta sempre g verso il basso, anche nell'istante in cui, nel punto più alto, la velocità è nulla. Velocità zero non significa accelerazione zero.

Scegli il tipo di moto, regola altezza iniziale e velocità di lancio, poi premi Avvia. Il verso positivo è verso l'alto: una velocità negativa indica moto verso il basso.

Velocità v Gravità g
Tempo t0,0 s
Altezza y m
Velocità v m/s
Quota max m

Altezza – tempo (y–t)

Velocità – tempo (v–t)

0,0 s

Moto parabolico

Il moto parabolico è il moto di un corpo lanciato nello spazio e soggetto alla sola gravità (un proiettile). Galileo lo spiega con il principio di composizione dei moti: la traiettoria curva nasce dalla combinazione di due moti indipendenti.

I due moti non si disturbano: il tempo è l'unica grandezza che condividono. Scegliamo l'origine nel punto di lancio, l'asse x orizzontale e l'asse y verticale verso l'alto.

Lancio orizzontale (da un'altezza h)

Velocità iniziale solo orizzontale (v₀ₓ = v₀, v₀ᵧ = 0). Le due leggi orarie sono:

Il corpo tocca terra quando y = 0, nello stesso tempo di un corpo lasciato semplicemente cadere dalla stessa altezza:

Lancio obliquo (dal suolo, angolo θ)

La velocità iniziale si scompone nelle due direzioni:

La componente orizzontale resta costante; quella verticale segue il lancio verso l'alto. Si ricavano tempo di volo, altezza massima e gittata:

Gittata massima a 45°. Poiché R dipende da sin(2θ), la gittata è massima quando 2θ = 90°, cioè θ = 45°. Inoltre due angoli complementari (per esempio 30° e 60°) danno la stessa gittata.
La traiettoria è una parabola. Nel punto più alto la velocità non è nulla: si annulla solo la componente verticale vy, mentre vx resta invariata per tutto il volo.

Cambia velocità e angolo di lancio e osserva la parabola. I vettori mostrano la scomposizione della velocità: vx (verde) resta costante, vy (rosso) diminuisce, si annulla in cima e cambia verso.

vx (orizz.) vy (vert.) v (totale)

Posizioni x, y – tempo

Velocità vₓ, vᵧ – tempo

Tempo t0,0 s
Gittata m
Altezza max m
Tempo volo s
v₀ₓ m/s
v₀ᵧ m/s
0,0 s

Quiz riepilogativo

Un'unica batteria di domande su tutti gli argomenti — MRU, MRUA, caduta libera e moto parabolico — per verificare la comprensione complessiva. Qui le correzioni compaiono solo alla fine: rispondi a tutte le domande, poi ottieni punteggio e revisione completa con le spiegazioni.